Cosa vuol dire essere un Asics Frontrunner? Intervista a Mattia Pirotti

© Joerg Schueler - Fotografie

Asics Frontrunner (http://www.asics.com/it/it-it/frontrunner) è il programma che Asics ha lanciato nel 2010 con l’obiettivo di creare una community privilegiata di runners provenienti da diversi Paesi affinchè diventino promotori della passione per il running. Nato in Germania, si è poi espanso in Italia anche attraverso la preziosa collaborazione di RunLovers (http://www.runlovers.it). Esser parte di questa community dà accesso a una serie di vantaggi  tra cui la fornitura di abbigliamento tecnico, incontri con atleti di livello assoluto, la possibilità di essere seguiti da esperti del settore, ma soprattutto la possibilità di prendere parte a gare Asics esclusive. Con scadenza periodica, è possibile candidarsi al programma e sperare di entrare a far parte di questo team.

Mattia Pirotti è uno dei diciasette ragazzi selezionati tra le 4.000 candidature pervenute per l’ultima edizione del programma. E visto che non c’è modo migliore per capire cosa voglia dire essere un Asics Frontrunner, andiamolo a conoscere in questa invervista!

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Ciao Mattia! Prima di tutto grazie per aver accettato di essere intervistato da Vivere Correndo. E’ veramente un’opportunità unica per saperne di più di te e avere una testimonianza diretta riguardo il programma Asics Frontrunner! A tal proposito, possiamo presentarti un pò come un ambasciatore del mondo running e dello sport?

Mi riconosco molto nella definizione di ASICS FrontRunner: “devi solo amare correre, trascorrere gran parte del tuo tempo libero indossando delle scarpe da corsa ed essere un individuo sociale interessato a conoscere nuove persone”. Spero con queste caratteristiche di poter essere di ispirazione per chi vuole avvicinarsi al mondo del running e dello sport.

Sospendiamo per un attimo l’argomento running, parlaci un pò di te, cosa fai nella vita quando non indossi le scarpette?

Lavoro come consulente informatico in una piccola azienda di software vicino a casa, dove sono approdato solo da qualche mese, dopo diversi anni in una multinazionale. Sto seduto davanti a un pc per 8-10 ore al giorno e la corsa anche per questo motivo è per me un’ottima valvola di sfogo. Nel tempo libero mi piace molto viaggiare e sono un po’ il TomTom della mia compagnia di amici, tanto che mi è stato addirittura suggerito più volte di aprire un’agenzia.

Domanda scommetto che molti ti avranno fatto, ma che anche qui ti ripropongo, come è iniziata la tua passione per la corsa?

E’ nata un po’ per gioco: ai tempi del liceo io e alcuni amici abbiamo preso la buona abitudine di fare una corsetta serale in campagna più volte a settimana, percorrendo i sentieri tra le cascine e attraversando una piccola pista per aeromodelli. La scintilla vera e propria è scattata nel 2011, quando un collega, Paolo, ha invitato tutto l’ufficio a partecipare alla “Media Running Challenge”, una corsa di 5 km in centro a Milano con partenza dall’Arena Civica, il tempio dell’atletica meneghina. Da allora non mi sono mai fermato, nel 2012 mi sono iscritto al Gruppo Podistico Melzo (da qualche anno sono anche membro del direttivo) ho incrementato le distanze e ho cercato man mano di migliorare i miei tempi. Da settembre collaboro anche con Milano Nord Parkrun, una bellissima iniziativa con appuntamento fisso ogni sabato mattina al Parco Nord.

© Joerg Schueler - Fotografie

Ci saranno stati momenti più o meno difficili in cui correre è stato particolarmente duro, qual è il tuo segreto per mantenere alta la motivazione?

A settembre dello scorso anno, per esempio, quando dopo la partecipazione alla Great North Run, la mezza maratona con più runner al mondo, purtroppo è iniziata una fase di karma avverso con una serie di infortuni, culminata in un incidente stradale lo scorso marzo. L’importante in questi casi è non perdersi d’animo, curarsi al meglio, cercare attività alternative per mantenere la forma e non pensare troppo alla situazione negativa. In questo periodo per esempio ho praticato lo yoga, che mi ha aiutato molto. Bisogna sempre tenere a mente che prima o poi la ruota gira e arrivano tempi migliori: a volte anche stare dall’altra parte della staccionata a fare il tifo per gli amici, invece che a correre la gara, può essere di insegnamento.

Uno degli argomenti più dibattuti tra i podisti amatori è come conciliare vita quotidiana, relazioni e sport, hai qualche consiglio da dare a chi ci legge?

Conciliare tutto è praticamente impossibile: bisogna essere particolarmente abili nell’incastrare le tre cose e a volte scendere a compromessi. Se so che non posso correre alla sera, sposto l’allenamento alla mattina: nei periodi di trasferta per lavoro o in estate quando fa troppo caldo mi adeguo e corro alle 6. Se salto un giorno, comunque, non ne faccio una tragedia. Per noi amatori non esiste solo la corsa e non bisogna mai prendersi troppo sul serio!

Visto che molti non runners ci rimproverano di essere social addicted, qual è il tuo rapporto con i social?

Non posso che confermare questa “accusa”: uso molto i social, soprattutto per tenere i contatti con gli amici che condividono la mia stessa passione e per scoprire nuovi eventi. Instagram e Facebook sono i miei preferiti. Come gran parte dei runner ho un gps che utilizzo durante gli allenamenti e condivido le mie tracce su Garmin e Strava. 

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Veniamo al programma Frontrunner, quando e perchè hai deciso di candidarti?

Quando a gennaio di quest’anno ho visto l’annuncio sui social ero in un momento di cambiamento lavorativo e di fermo dalla corsa, come ho spiegato sopra. Mi hanno attirato in primis l’internazionalità della community, ma anche i vantaggi esclusivi per i 35 FrontRunner che sarebbero stati selezionati. Non ci ho pensato due volte e ho deciso di inviare la mia candidatura. L’essere stato scelto è stata una grande notizia!

Cosa vuol dire in concreto essere un Asics Frontrunner?

Significa essere un ambasciatore della passione per lo sport avendo in ASICS il partner perfetto.

E’ cambiato qualcosa nella tua vita dal momento in cui sei entrato a far parte del programma?

Ho conosciuto tanti compagni di team italiani e stranieri, grazie al primo meeting di ASICS FrontRunner Italy che si è svolto a Cuneo lo scorso aprile e al più recente meeting internazionale di Düsseldorf, presso la sede ASICS Europe, dove ho avuto la fortuna di partecipare insieme a Marco e Camilla. Qui ho potuto trascorrere un weekend fantastico e correre una gara organizzata da ASICS. Durante l’evento si è potuto toccare con mano lo spirito di gruppo che ci lega, nonostante i diversi background sportivi. Insomma, continuo a correre come prima, ma con una marcia in più. Ho avuto anche l’opportunità di testare diversi tipi di scarpe e abbigliamento ASICS, con cui sto prendendo sempre più confidenza e che sono certo mi saranno di supporto nelle prossime corse.

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Quali sono i tuoi obiettivi per il prossimo futuro?

Per quest’anno l’obiettivo è di limare un po’ i miei PB sui 10 km e sulla mezza, nel 2018 magari proverò ad alzare l’asticella…

 

Mattia Pirotti

Instagram: @tisselian

Blog: sonodicorsa.wordpress.com

Photo Credits: Jörg Schüler

Instagram: @joergschuelerfotografie

 

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